Gran premio di Monaco e Lorenzo Bandini
Per il secondo anno consecutivo il Gran Premio di San Marino non è stato disputato, ma c’è un evento che lo accompagnava ogni anno che non ha conosciuto interruzioni.
Di cosa si tratta? Del Trofeo Lorenzo Bandini, che viene assegnato ogni anno a Brisighella a uno dei più promettenti piloti del mondiale di Formula 1.
Per la quindicesima edizione tenutasi domenica scorsa il premiato Robert Kubica ha anche offerto uno show davvero particolare percorrendo la dozzina di chilometri che separano la piazza di Faenza da quella del borgo noto per la sua “Via degli Asini” con la BMW F1 06 che ha guidato nel mondiale di 2 anni fa.
Un evento insomma nel nome di Bandini. Già, ma purtroppo molti si chiedono “chi era costui?” Ci sono piloti che non vengono ricordati perché hanno avuto il torto di non avere corso con una Ferrari. Altri perché hanno quello di non essere stati dei plurivincenti nella massima formula.
Lorenzo Bandini, appartiene immeritatamente a questa seconda categoria. Nato in Libia nel 1935, Bandini arrivò in Italia 3 anni dopo, precisamente a San Cassiano, frazione di Brisisghella e paese natale della famiglia…
La seconda guerra mondiale gli portò via il padre e la minima sicurezza economica frutto di anni di lavoro dei genitori nel nord africa, e il giovanissimo Lorenzo si ritrovò a lavorare in officina come apprendista meccanico. E con una crescente passione per i motori, da vero romagnolo. Tanto che fu proprio il suo datore di lavoro (e suocero) Goliardo Freddi a prestargli la sua Fiat 1100 per l’esordio in una gara in salita, nel 1956.
Va subito forte il ragazzo e brucia in fretta le tappe. 5 anni dopo è già al volante di una F1, con la Cooper della Scuderia Centro-Sud di Mimmo Dei, e l’anno successivo assaggia anche la Ferrari F1, prima di entrare stabilmente in squadra nel 1963 al fianco del pluricampione del motomondiale John Surtees.
L’anno successivo è trionfale. Bandini è decisivo per la conquista del titolo da parte dell’inglese, e lui stesso si toglie la soddisfazione di vincere il suo unico GP mondiale, il Gran Premio d’Austria a Zeltweg.
Ma è con i prototipi che fioccano le soddisfazioni. Vince la 24 ore di Le Mans del 1963 con Lodovico Scarfiotti e la Targa Florio del 1965 con l’idolo locale Nino Vaccarella (facendo esplodere di gioia il pubbilco siciliano).
Poi finalmente il suo anno, Il 1967. Primo alla 24 ore di Daytona in coppia con Chris Amon, seguito da altre 2 Ferrari che insieme a lui tagliano il traguardo per uno storico arrivo in parata. Successo bissato sempre con Amon il 25 aprile alla 1000 km di Monza, con un Mondiale Marche più vicino per la casa di Maranello.
Sempre più attenzioni e speranze sono riposte sull’ex meccanico divenuto prima guida in Ferrari. Il 7 maggio è il giorno del 25°Gran Premio di Monaco, seconda prova del mondiale di Formula 1.
Lorenzo sa che può essere lui il primo a transitare sotto la bandiera a scacchi al termine dei 100 infiniti giri di gara. E quando ne mancano 20 al termine rimane solo la Brabham-Repco di Denis Hulme davanti a lui di diversi secondi, ma su una pista così nulla è impossibile….-19…-18….il tunnel, la chicane del porto e poi?
Stanchezza? Una macchia d’olio lasciato dalla Lotus di Siffert? Qualunque sia il motivo, la Ferrari numero 18 finisce contro le balle di paglia all’esterno, si impenna, ricade ruote all’aria e s’incendia come un cerino.
I soccorsi? Un estintore e alcuni poliziotti che a mani nude ribaltano il relitto della monoposto e trascinano sull’asfalto a pochi metri dalle auto in gara il povero Bandini, distrutto dal fuoco ma ancora vivo. 3 giorni di orrenda agonia all’ospedale di Monaco, poi la fine.
Domenica prossima si disputerà il Gran Premio di Monaco. Stessa ambientazione, pista molto più lenta e sicura rispetto a 41 anni fa.
Quando il telecronista della tv di stato vi snocciolerà come ogni anno pettegolezzi sulla vita dei piloti nel principato invece di raccontarvi ciò che succede in pista spero vi ricorderete di Lorenzo Bandini.
Perché significherà che avete capito davvero cosa significa essere piloti di auto da corsa.
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